Il Festival, il Museo e il Professore
La descrizione della sede della Fondazione Museo Borgogna di Vercelli comincia con le parole “Casa-Museo” e subito ci piace l’idea di coinvolgere nell’avventura del nostro festival chi usa parole che risuonano con il termine ‘Raccolti’.
La casa, molto spesso, è il primo luogo in cui ci si raccoglie come famiglia, in cui si accolgono amici e persone nuove, in cui si fanno le prime esperienze che ci arricchiscono.
Abbiamo fatto alcune domande allo staff del Museo per raccontare la nostra collaborazione, ecco cosa ci hanno risposto.
Come descrivete il Museo Borgogna?
Il Museo Borgogna da più di cento anni è una delle “case” dell’Arte e della Cultura a Vercelli. Una casa aperta e vivace non solo ai turisti italiani e stranieri, ma anche ai vercellesi che, nelle 29 sale, possono trovare la propria storia e le proprie radici.
Cosa significa per voi essere un Museo?
L’identità del Museo Borgogna si riconosce nella cultura dell’accoglienza, del benessere e della conoscenza. Essere un Museo oggi è una sfida agli stereotipi: non più luogo percepito come polveroso ma vivo e coinvolgente. Un luogo di stupore, meraviglia e curiosità.
Durante Raccolti Festival avremo modo di affrontare parole chiave come ‘cura’ e ‘consapevolezza’, quale senso hanno per voi questi termini?
Al centro della nostra missione c’è il concetto di cura: del patrimonio artistico ma anche della memoria del luogo che viviamo e dei nostri visitatori. E’ intensa la programmazione di eventi ed attività dedicate al coinvolgimento del pubblico che viene invitato ad “appropriarsi” del Museo e del suo spazio. La consapevolezza, una delle tematiche centrali di Raccolti, per il Museo è insieme un punto di partenza e un risultato finale. Partiamo dalla consapevolezza dell’identità e degli obiettivi che vogliamo raggiungere ma, riuscire a creare consapevolezza nei nostri visitatori, è sicuramente anche un traguardo. Un fruitore consapevole è sicuramente più predisposto a lasciarsi affascinare dal Museo.
Secondo voi, che cosa ha in comune il Museo Borgogna con Raccolti Festival?
Raccolti e il Museo Borgogna condividono lo stesso spirito innovativo, la ricerca nella comunicazione, la centralità del pubblico e il desiderio di crescita ed evoluzione. Fondamentale è, per entrambi la narrazione che nel nostro caso diventa racconto di una raccolta e del suo Fondatore, l’avvocato Antonio Borgogna.
…e con Alessandro Barbero?
La narrazione è anche uno dei punti che accomunano il Museo e Alessandro Barbero. Con tutti i docenti dell’UPO (Università dal Piemonte Orientale) condividiamo il desiderio divulgativo di concetti non banali e la possibilità di avvicinarsi ad una Cultura aperta ed accessibile a tutti.
Che cosa augurate a chi viene a visitarvi?
Possiamo solo augurare ai nostri visitatori di sentirsi a casa; una casa in cui lasciarsi stupire e affascinare ma anche un luogo da cui partire per viaggi in mondi lontani, sulle ali delle collezioni custodite e del patrimonio diffuso sul territorio.








